Introduciamo il concetto di serie considerando una successione di numeri Reali.
Calcolare la somma di tutti questi numeri equivale a calcolare la serie
Dove Γ¨ detto termine generale della serie. Questa scrittura nei termini generali delle somme non ha molto senso perchΓ© non stiamo sommando un numero finito di numeri, ma consideriamo invece questa scrittura:
Quindi se noi volessimo sapere la somma di tutti gli termini ci basta calcolare:
E a seconda del risultato si possono verificare 3 casi:
- : Si dice che la serie converge
- : Si dice che la serie diverge
- Se il limite non esiste la serie si dice indeterminata
Un esempio di serie indeterminata Γ¨ la seguente:
Infatti la serie non si stabilizzerΓ mai.
Serie Geometriche
Consideriamo di avere un numero , si definisce serie geometrica la seguente serie:
Quindi una serie si dice geometrica quando alla base abbiamo una quantitΓ indipendente da n
PerchΓ© si dice geometrica?
PerchΓ© tutti i termini della serie costituiscono una progressione geometrica ovvero quando il rapporto tra un termine e il suo precedente Γ¨ costante. Esempio con q = 2: Il rapporto Γ¨ sempre uguale a 2 tranne per il primo termine che ovviamente non puΓ² essere confrontato con altro
Secondo la teoria delle progressioni se la somma dei primi n numeri equivale a:
Grazie a questa formula possiamo studiare dei casi:
- : In questo caso il termine tenderΓ a 0 e quindi la serie converge al valore
- : Γ banale notare che stiamo sommando infinite volte 1 quindi la serie diverge
- : Anche in questo caso notiamo che andremo a sommare numeri sempre piΓΉ grandi quindi la serie diverge
- : La serie oscilla verso numeri sempre piΓΉ grandi ma sia positivi che negativi, ad esempio se prendiamo otteniamo:
Attenzione agli indici
La formula per calcolare il valore della somma vale quando contiamo tutti i termini quindi partendo da , nel caso in cui partissimo da un indice diverso dobbiamo togliere i primi termini aggiuntivi. Esempio:
Criterio del rapporto
Consideriamo di avere una serie a infiniti termini positivi, se:
Qualsiasi sia o anche da un certo in poi, se esiste possiamo dire che la serie converge, se invece il rapporto Γ¨ maggiore o uguale a 1 la serie diverge
Per svolgere gli esercizi perΓ² Γ¨ utile considerare casi diversi:
Esempi:
Criterio della Radice
Consideriamo sempre una serie a infiniti termini positivi, il criterio della radice Γ¨ molto simile a quello del rapporto visto precedentemente, infatti abbiamo li stessi 3 casi ma con un procedimento diverso:
Esempi:
Serie Armonica
La serie armonica Γ¨ una serie dove il termine generale Γ¨ quindi la serie Γ¨ uguale a:
Utilizzando metodi di confronto non riusciremo a dimostrare che questa serie diverge, come facciamo quindi? La serie armonica equivale quindi a:
Per dimostrare che converge possiamo fare dei piccoli raggruppamenti e notiamo che andremo a sommare sempre :
Teorema generale di Convergenza
Se una serie converge allora la successione Γ¨ infinitesima, ma se una successione Γ¨ infinitesima non Γ¨ detto che la serie converga. Esempio la serie armonica
Serie Armonica Generalizzata
Il termine generale delle serie armoniche Γ¨ con quindi la serie Γ¨:
Se:
- : La serie converge
- : La serie diverge
Criterio del Confronto
Consideriamo di avere due serie a termini positivi
Adesso supponiamo che ogni termine della prima serie sia , in questo caso si dice che la serie Γ¨ la minorante di oppure che questβultima Γ¨ la maggiorante di
Adesso si possono verificare piΓΉ casi:
- Se converge allora anche converge
- Se diverge allora anche diverge
Tutti gli altri casi non ci danno informazioni utili
Esempio
Criterio del Confronto Asintotico
Consideriamo di avere due serie a termini positivi
Criterio del Confronto Asintotico
Consideriamo la serie e il limite
- Se con abbiamo allora la serie converge
- Se con e oppure allora la serie diverge
Siano , se allora converge allora converge
PiΓΉ nello specifico si comportano allo stesso modo, quindi se una converge o diverge allora anche lβaltra. Quindi analizzando anche altri case, in fine otteniamo:
- Se allora
- Se e se converge allora anche converge
- Se e se diverge allora anche diverge
Serie a Termini Alterni
Una serie a termini alterni si comporta nel modo tipo ad esempio la serie:
Per studiare questo tipo di serie si utilizza il Criterio di Leibniz
Criterio di Leibniz
La serie converge se:
- La successione dei valori assoluti deve essere decrescente e non obbligatoriamente dal primo termine
Convergenza Assoluta
Una serie a segno qualunque si dice che converge assolutamente quando la serie formata dai valori assoluti dei termini Γ¨ convergente
Se una serie Γ¨ assolutamente convergente allora la serie converge anche semplicemente, ma NON VALE IL CONTRARIO.
Serie Telescopiche
Prendiamo ad esempio la serie:
Che puΓ² essere riscritta come:
Quindi otteniamo una somma come questa:
Notiamo che ogni termine della successione si semplifica con il successivo lasciando soltanto primo ed ultimo termine quindi:
E calcolando il limite di per otteniamo e otteniamo quindi che
In Generale Una serie telescopia si calcola con la seguente forumula:
Serie Esponenziale
Posso utilizzare il criterio del rapporto e ottenere:
Non lo dimostreremo ma nello specifico la serie converge a . Anche mettendo un numero al numeratore otterremo una serie convergente
Formula Generale
Importante: Funziona anche con infatti con possiamo utilizzare il criterio di Leibniz
Formula di Taylor
Grazie alla formula di Taylor possiamo approssimare delle funzioni tramite una funzione polinomiale piΓΉ semplice.
Consideriamo una funzione definita in un intervallo , e un punto , fissiamo ora un numero naturale . Supponiamo adesso che la funzione sia derivabile volte in tutti i punti dellβintervallo e deve esistere almeno la derivate di ordine nel punto .
Vogliamo determinare un polinomio di grado che calcolato nel punto sia uguale alla funzione calcolata nel punto e che la derivata prima del polinomio calcolata nel punto sia uguale alla derivata della funzione calcolata nel punto . Così via per tutte le derivate, quindi:
Quindi il polinomio, in un intorno del punto approssimerΓ abbastanza bene la funzione
Il polinomio deve essere del tipo:
Calcoliamo ora le derivate:
Adesso se sostituiamo al posto di otteniamo che nelle parentesi abbiamo
Quindi , nel caso della derivata prima rimane soltanto , e così andando avanti , .
Otteniamo quindi che:
Quindi come formula generale abbiamo:
Esempio con funzione esponenziale approssimando fino al terzo grado
Quindi le derivate di 1,2 e 3 ordine sono la funzione stessa quindi otteniamo:
Sommatoria per Taylor
Calcolo delle derivate e principio di Sostituzione
Anche nelle serie di Taylor vale il principio di sostituzione quindi se ad esempio volessimo calcolare la serie di Taylor di ci basterebbe porre e trasformare quindi la funzione in :
Inoltre dato che il Polinomio di Taylor viene calcolato utilizzando le derivate della funzione Γ¨ possibile calcolare il valore della derivata k-esima nel punto semplicemente calcolando il prodotto tra il termine della serie e
Esempio Consideriamo la funzione , applichiamo per prima cosa il principio di sostituzione
Che una volta estesa Γ¨ uguale a:
Quindi possiamo facilmente calcolare il valore delle derivate k-esime di :
- Valore di Dato che il termine di grado 2 non esiste nella serie.
- Valore di
- Valore di
Resto di Lagrange
Il polinomio di Taylor abbiamo detto che approssima la funzione, ma se aggiungiamo un termine complementare possiamo ottenere la funzione stessa, ovvero se abbiamo il polinomio di quinto grado dovremo aggiungere tutti i termini rimanenti dal sesto in poi.
Iniziamo a definire questo resto che ci serve come complemento. Consideriamo di avere una funzione dipendente da una variabile definita in un intervallo e un punto : e assumiamo che la funzione sia continua e derivabile volte in questo intervallo.
Adesso fissiamo un altro punto e facciamo in modo che la derivata di ordine esista nei punti dellβintervallo . Quindi:
Non sappiamo chi sarΓ questo punto ma sappiamo solo che dipende dal punto iniziale e dallβordine di derivazione, ma adesso mettiamoci nel caso e notiamo che:
Che non Γ¨ altro che il Teorema di Lagrange
Serie di Potenze
Le serie di potenze hanno un insieme di convergenza ben definito e una struttura come questa:
Dove corrisponde al centro della serie. Il loro insieme di convergenza puΓ² essere chiuso o aperto anche solo in un estremo, puΓ² anche essere soltanto un punto o tutto .
Consideriamo ad esempio
Ad esempio in la serie converge appunto a dato che stiamo moltiplicando ogni termine per , ma se prendiamo qualsiasi altro la serie non converge piΓΉ.
Altro esempio
Questa serie invece converge qualsiasi sia il suo centro .
Questi sono casi particolari, spesso troveremo serie di potenze dove lβinsieme di convergenza Γ¨ un intervallo
Insieme di Convergenza
Preso il centro della serie e presi due punti che definiranno lβintervallo prende il nome di raggio di convergenza il valore R(). Lβintervallo puΓ² essere quindi di questo tipo:
- Due serie possono avere lo stesso raggio di convergenza ma non per questo avranno lo stesso insieme di convergenza
Notiamo quindi che le serie di potenze convergono sempre nel loro centro
Come troviamo il Raggio di Convergenza? Utilizziamo la stessa relazione del criterio del rapporto
A seconda del risultato abbiamo diversi casi:
- La serie converge in qualsiasi intervallo
- Otteniamo quindi la convergenza in un solo punto (il centro)
Possiamo utilizzare anche un altro metodo ovvero il criterio della radice, utilizzando le stesse casistiche elencate sopra
Nel caso in cui abbiamo che nei punti interni allβintervallo abbiamo convergenza assoluta mentre nei punti esterni abbiamo divergenza , ma cosa succede negli estremi? PuΓ² succedere qualsiasi cosa, quindi convergenza assoluta, convergenza oppure divergenza.
Quindi con una serie di potenze dobbiamo calcolare il suo raggio di convergenza per stabilire una prima parte dellβintervallo e poi, se necessario, studiare singolarmente gli estremi.
Funzioni Analitiche
Consideriamo di avere una serie di potenze:
Come sappiamo una serie di potenze ha un insieme di convergenza, comprende sempre il centro e di solito Γ¨ un intervallo di valori. In questo caso abbiamo come centro
In questo intervallo di convergenza diciamo che la nostra serie converge ad una funzione .
Adesso consideriamo il problema inverso
Abbiamo una funzione definita in un intervallo di e ci chiediamo se Γ¨ possibile scrivere questa funzione come serie di potenze.
Abbiamo una condizione da rispettare affinchΓ© si verifichi questa cosa:
- La funzione, in ogni punto dellβintervallo deve essere derivabile infinite volte
In questo modo posso scrivere lo sviluppo di Taylor della funzione e notare che rispetta la forma delle serie di potenze
Dobbiamo porci delle domande perΓ²:
- Questa serie di potenze converge sempre nellβintorno I?
- E se converge, la somma di questa serie Γ¨ uguale a ?
Non accade sempre, esiste quindi una condizione da soddisfare?
Si, tutte le derivate devono essere limitate.
Condizioni per rappresentare una funzione come serie di potenze
Data derivabile infinite volte nellβintervallo, deve , con queste condizioni Quindi una funzione si dice analitica quando Γ¨ scrivibile come serie di potenze e quando questβultima Γ¨ uguale alla funzione stessa
Esempi Consideriamo la funzione , esiste una serie di potenze centrata in 0, , tale che la somma della serie di potenze, in un determinato intervallo, Γ¨ uguale a . Come sappiamo la funzione seno Γ¨ derivabile infinite volte in ogni punto e le sue derivate sono sempre limitate dato che alterniamo seni e coseni, quindi questa funzione Γ¨ sicuramente scrivibile come serie di potenze.