Ripasso Teoria degli Insiemi

Possiamo vedere un insieme in modo generico come una collezione di elementi, per rappresentarli possiamo o descrivere chi ci appartiene o enumerare tutti gli elementi:

{Rosso, Nero} Insieme dei due colori Rosso e Nero {0, 1, 2, …} = Insieme dei numeri naturali (non si usa questa convenzione di solito)

Poi c’è un insieme particolare chiamato Insieme Vuoto, si indica con e non ha nessun elemento al suo interno, inoltre questo è contenuto in tutti gli altri insiemi.

Per indicare un insieme il modo più utilizzato è quello di scegliere un insieme universo U e caratterizzare dei suoi sottoinsiemi attraverso delle proprietà, quindi gli elementi che rispettano tali proprietà faranno parte dei sottoinsiemi.

Esempio

L’insieme è formato da tutti gli elementi appartenenti ad tali che siano pari.

Inclusione di Insiemi

Dati due insiemi sottoinsiemi di , I si dice sottoinsieme di se tutti i suoi elementi appartengono a :

La negazione si indica con:

Insiemi Comparabili

Dati due insiemi , si dicono comparabili se è vera. Se invece è vera allora i due insiemi sono uguali.

Operazioni sugli Insiemi

Dati due insiemi :

  • Intersezione: sono gli elementi in comune fra i due insiemi
  • Unione: sono gli elementi presi da entrambi gli insiemi

Esempio

mentre . Perché?

Algoritmo della Divisione Euclidea per 2

Infatti i numeri interi si dividono in pari o dispari, ovvero possono avere o resto 0 o resto 1, per dimostrarlo supponiamo per assurdo che esista un questo significa che:

Impossibile

Diagrammi di Venn

Sono un modo per rappresentare graficamente gli insiemi.

Per indicare gli insiemi possiamo anche utilizzare le tavole di verità basate sulle loro proprietà, utili per verificare alcune proprietà.

PQR
000
001
010
011
100
101
110
111

Dalla tabella notiamo quindi che esistono 8 regioni nel nostro diagramma, una per ogni riga, infatti disegnandolo:

|

P, Q ed R sono rispettivamente le proprietà di A, B e C. Quindi a seconda del numero di insiemi abbiamo regioni.

I diagrammi di Venn hanno un limite infatti con dei soli cerchi non è possibile disegnare 4 insiemi o più, questo perché non rappresenteremo tutte le zone e avremo bisogno di figure più complesse.

Terminologia

indica l’unione di due insiemi nel caso in cui .

Esempio

Notiamo che le zone colorate delle due proprietà che abbiamo scritto sono uguali, dimostriamolo anche con la tavola di verità, ricordando che:

  • In caso di Congiunzione (and) si fa il prodotto.
  • In caso di Disgiunzione (or) si fa il massimo.

Anche le due tabelle di verità sono uguali quindi significa che gli insiemi sono uguali, caratterizzati dalla stessa proprietà.

Queste infatti prendono il nome di Leggi di De Morgan.

Prodotto Cartesiano

Dati due insiemi non vuoti si definisce . Con la scrittura indichiamo . Il prodotto cartesiano è formato da coppie ordinate quindi non confondiamo con .

Si pone . Infatti anche nell’insieme non possiamo scambiare altrimenti cambiamo significato a quest’ultimo.

Se aggiungiamo un elemento: .

Questo serve per definire il concetto di ordine usando gli insiemi, una struttura dove l’ordine non conta. Abbiamo quindi rappresentato una coppia ordinata, mantenendo l’ordine, con un insieme.

Altre notazioni:

Corrispondenze

Prendiamo due insiemi , una corrispondenza su e è il dato:

Dove:

  • indica il dominio
  • indica il codominio
  • è un sottoinsieme non vuoto di detto “grafo”.

Relazioni

Una relazione è una corrispondenza dove dominio e codominio coincidono quindi , possiamo anche scrivere .

Definiamo , quindi sarà un sottoinsieme di , presi due elementi si dicono in relazione se:

La parte a sinistra è una convenzione per dire che è in relazione con .

Proprietà delle Relazioni:

  • Riflessiva: è riflessiva se abbiamo che (oppure che ).
  • Simmetrica: è simmetrica se se allora (oppure se allora anche ).
  • Transitiva: è transitiva se presi 3 elementi , se .
  • Equivalenza: è una relazione di equivalenza se è contemporaneamente Riflessiva, Simmetrica e Transitiva.

Esempio 1 - Relazione d’uguaglianza

Si prenda dove . Al posto di scrivere scriviamo .

  • è riflessiva infatti
  • è simmetrica infatti
  • è transitiva infatti

Esempio 2 - Rette parallele

Dati abbiamo che e sono parallele.

  • || è riflessiva: Ogni retta è parallela a se stessa
  • || simmetrica: Se allora anche
  • || transitiva: Se e allora

Dimostrazione della transitività:

Vettori

Quando indichiamo stiamo indicando dei vettori, se li sommiamo alla retta non cambiamo il suo coefficiente angolare e rimangono quindi parallele, infatti data l’equazione di una retta:

Se sommiamo un vettore otteniamo:

Notiamo quindi che , il coefficiente angolare, è rimasto invariato.

  • con .
  • con

Queste due condizioni implicano che:

  • ovvero

Quindi dato che è formata da traslata sul piano da un vettore e mantenendo quindi la stessa pendenza abbiamo che anche .

Esempio 3 - Rette Ortogonali

Date , abbiamo che sono ortogonali.

In questo caso:

  • è simmetrica
  • non è riflessiva
  • non è transitiva

Esempio 4 - Minore o Uguale

, dati due elementi abbiamo che

  • Riflessiva,
  • Transitiva, se allora
  • Non è simmetrica, ma

Però è:

  • Antisimmetrica:
  • Totale: o o

Relazione Antisimmetrica

Presi qualsiasi due elementi se è in relazione con e e in relazione con allora .

Relazione Totale

Tutti gli elementi sono in relazione con almeno un altro elemento.

Notiamo che l’inclusione come relazione è, come il minore o uguale, riflessiva, antisimmetrica e transitiva ma non totale.

Studio delle Relazioni d’equivalenza

Sia relazione d’equivalenza e , poniamo .

è la classe di equivalenza di un elemento e da notare che non può essere vuota infatti dato che siamo in una relazione d’equivalenza è in relazione con se stesso e quindi ovvero .

L’elemento si chiama rappresentante della classe d’equivalenza, infatti si può avere che con .

Proposizione 1

Data una relazione d’equivalenza abbiamo che:

  1. Se , allora
  2. allora:
    1. o
    2. oppure

Quindi due classi di equivalenza di una relazione d’equivalenza o sono uguali o sono disgiunte, inoltre data una classe d’equivalenza ovvero ogni elemento è rappresentante.

Dimostrazione

Ricordiamo che .

1° punto: Supponiamo che , dato che è riflessiva si ha che e quindi per l’ipotesi abbiamo che ovvero che è in relazione con .

Adesso supponiamo che , allora . Sia si ha che quindi dato che otteniamo che ovvero dato che la relazione è transitiva.

Quindi , ma dato che è simmetrica e quindi posso scambiare e e mostrare nello stesso modo che . Quindi siccome ho dimostrato che allora so che .

2° punto: Vogliamo dimostrare che o oppure sono disgiunte ovvero .

Siano se non c’è nulla da dimostrare.

Supponiamo che , sia allora si ha che (per simmetria abbiamo che ) e quindi per transitività , inoltre per il punto 1 abbiamo che dato che sono in relazione.

Insieme delle Parti

Dato , consideriamo un insieme di sottoinsiemi di , quindi .

Quindi viene chiamato insieme delle parti, si ha quindi che .

Sia non vuoto si dice che è una partizione di se:

Quindi, gli insiemi non devono essere vuoti, non ci devono essere insiemi con elementi in comune e tutti i punti del dominio devono stare in un solo insieme. L’unicità nell’ultima condizione non è obbligatoria dato che sono “coperto” dalla seconda condizione.

Esempio

Partizione di in 9 parti.

Proposizione 2

Data una relazione d’equivalenza, è una partizione di .

Dimostrazione

Se , allora è una classe di equivalenza di un elemento quindi con .

Dato che è riflessiva abbiamo che stesso appartiene alla classe di equivalenza e quindi (Rispettiamo la prima condizione).

Se per via della preposizione precedente che ci dice che le intersezioni o sono uguali o sono disgiunte. (Rispettiamo anche la seconda condizione).

Come detto prima dato che è riflessiva abbiamo che sia allora . (Terza condizione).

Definizione Quoziente di per

Prendiamo con relazione d’equivalenza . Il quoziente di per indicato da:

È l’insieme delle classi di equivalenza di per :

Sistema completo di Rappresentanti

Dati con relazione d’equivalenza , un sistema completo di rappresentanti (SCR) è un sottoinsieme tale che:

  1. diversi si ha che
  2. tale che ( è unico perché garantito dalla prima condizione)

Quindi un sistema completo di rappresentanti è un insieme di elementi scelti in modo che rappresentino esattamente una sola classe d’equivalenza.

Esempio 1

, parallelismo, allora è una relazione d’equivalenza.

è un sistema completo di rappresentanti per , infatti:

  1. Due rette che passano per l’origine distinte non sono parallele, quindi nessun elemento di è in relazione con un altro.
  2. Data una retta esiste un’unica retta con , ovvero un’unica retta parallela ad passante per l’origine.

Osservazione

Non c’è unicità nella scelta di un SCR, questo significa che abbiamo a disposizione più scelte possibili purché rispettiamo le condizioni.

Un esempio più semplice per capire il funzionamento può essere ad esempio la divisione per 3 e i suoi resti, abbiamo 3 resti possibili:

  • resto 0 dato da: {0, 3, 6, 9, 12, …}
  • resto 1 dato da: {1, 4, 7, 10, 13, …}
  • resto 2 dato da: {2, 5, 8, 11, 14, …}

Possiamo scegliere come SCR {0, 1, 2} ma anche {9, 4, 14} e così via, l’importante è che scegliamo un solo elemento per ogni classe d’equivalenza.

Esempio 2

  1. e dati si ha che quindi è l’uguaglianza. In questo modo otteniamo che quindi ogni classe d’equivalenza è un singleton infatti ogni elemento è uguale solo a se stesso e quindi è l’unico SCR

  2. Se invece abbiamo allora avviene sempre, in questo caso abbiamo una sola classe di equivalenza e quindi è un singleton, ogni SCR è quindi un singleton della forma con .

    Ovvero possiamo prendere qualsiasi elemento dell’insieme come SCP dato che sono tutti in relazione fra loro.

Applicazioni (funzioni)

Una corrispondenza con la proprietà che con si dice applicazione e si scrive . Si scrive anche .

Quindi otteniamo che e ad esempio .

Il codominio si dice anche insieme immagine.

Sia applicazione e allora , questo è l’insieme immagine di per , quindi .

Dato invece un insieme , l’insieme è detto co-immagine o anche immagine inversa di , abbiamo che è sottoinsieme di .

In poche parole l’insieme coimmagine è l’insieme delle classi di equivalenza create dalla relazione, quindi prendendo l’esempio di prima abbiamo come insieme coimmagine: dato che 1 è l’unico elemento che mappa mentre 2 e 3 sono gli elementi che mappano .

Se invece noi scriviamo otteniamo .

Tipi di Applicazioni

Funzioni Iniettive

È detta iniettiva se e allora oppure possiamo scrivere anche abbiamo .

Funzioni Suriettive

Si dice che è suriettiva se oppure tale che , quindi ogni valore del codominio deve essere raggiunto da almeno un valore del dominio.

Si può anche scrivere .

Funzioni Biettive

Una funzione è biiettiva se è al tempo stesso suriettiva e iniettiva.

Quindi biiettva se e solo se è un singleton, ovvero ogni elemento del codominio ha un unico elemento del dominio associato. Infatti la suriettività toglie una possibilità all’esito della condizione di initetività () lasciando soltanto il caso singleton.

Operazioni sulle Funzioni

Prima di vedere le operazioni, vediamo cos’è un diagramma.

Definizione Diagramma

È una collezione di insiemi non vuoti collegati da applicazioni Esempi

Noi vedremo diagrammi del tipo:

Composizione

Si definisce funzione composta .

Notazioni

Nel diagramma vediamo prima e poi ma nella funzione composta scriviamo prima e poi questo perché si calcola prima il risultato di e si “fornisce” a ovvero . Si legge “g composta f”.

Con tre funzioni:

Otteniamo:

Per le funzioni composte vale la proprietà associativa:

Proposizione

Dato il diagramma con e .

Diciamo che è biiettiva . Quindi è biiettiva se e solo se esiste una funzione che va da ad tale che composta restituisca (parto da con e ritorno in con ) e tale che composta restituisca (parto da con e ritorno in con ).

è detta funzione inversa di , se esiste è unica.

Dimostrazione

Partiamo dalla condizione che è biiettiva, allora .

Poniamo .

Se , e è l’unico elemento t.c. allora (①), analogamente possiamo ottenere ovvero ②.


Partiamo dalla condizione a destra quindi abbiamo il diagramma con e e e .

Possiamo mostrare allo stesso modo sia che suriettive e iniettive, mostriamo :

Suriettiva:

Sia poniamo , quindi per via di ② ne deduciamo che e quindi è suriettiva.

Iniettiva:

Siano t.c. allora applicando ottengo:

Quindi , è iniettiva.

Se è sia iniettiva che suriettiva allora è biiettiva.

Teorema Struttura Applicazioni

, abbiamo come obiettivo quello di costruire una relazione d’equivalenza su .

Si pone allora è una relazione d’equivalenza:

  • | Riflessiva
  • | Simmetrica
  • | Transitiva

Consideriamo l’insieme quoziente allora:

  1. Ogni elemento fa parte di una classe di equivalenza.
  2. e Le classi di equivalenza non hanno elementi in comune.
  3. Se allora è costante ovvero l’immagine è un singleton, questo perché elementi di X in relazione (fanno parte di un X’) hanno la stessa immagine.

Adesso, costruiamo a partire da un’applicazione .

Sia allora .

Si pone allora definiamo non deve dipendere dal rappresentante (ben definita):

è biiettiva e permette di calcolare fattorizzandola nel diagramma:

** f(x) è un sottoinsieme di Y

Biiettiva

Per vedere che è biiettiva poniamo per tale insieme è quindi è suriettiva nella sua immagine. con (dato che tutti gli elementi di in relazione hanno stessa immagine) di modo che .

  1. è ben definita. Questo perché se si ha è un singleton di
  2. è biiettiva, , mi restituisce tutti gli elementi di che hanno come immagine
  3. . Poniamo con . Allora . Quindi e .

Esempio

Abbiamo e , ricordiamo che .

Algoritmo della divisione euclidea per b

tale che dove:

  • resto
  • quoziente

Stiamo dicendo quindi che per ogni numero appartenente a Z esiste una sola coppia appartenente al prodotto cartesiano fra Z e i possibili resti (da 0 a b-1). Infatti le coppie sono composte da un numero q quoziente e il resto associato.

Definiamo ponendo . Questa è ben definita e si chiama riduzione modulo b, è un’applicazione suriettiva: . Ad esempio se allora .

Allora la relazione d’equivalenza associata, che scriviamo come e la chiamiamo congruenza modulo b.

Se due interi sono in relazione allora si scrive e si legge x congruente a x’ modulo b.

Quindi tutte le di devono avere lo stesso resto. Inoltre l’insieme è in questo caso un SCR dato che:

  1. suriettiva e quindi t.c.
  2. Presi con si ha che infatti supponiamo per assurdo che :

Quindi

ma è una contraddizione dato che i resti vanno da 0 a .

è la biiezione tra e che manda ogni classe nell’unico t.c. , in pratica è il resto in della divisione euclidea di per e non cambia al variare di in , ovvero tutti gli elementi presenti in hanno lo stesso resto.

e se

Congettura di Collatz

Spiegato a lezione non so di preciso perché, però è simpatico wikipedia

Esercizio

Studiare l’applicazione che ad associa . Al variare del parametro dire quando la funzione è suriettiva e iniettiva.

  • Se allora abbiamo che e quindi non è ne iniettiva ne suriettiva, infatti a diverse abbiamo immagini uguali (iniettività) e non tutto il codominio ha controimmagine (suriettività).

  • Se , otteniamo che , ha anche una formula inversa ed è quindi biiettiva, infatti:

e,

  • Se con ragionamenti analoghi troviamo lo stesso risultato ovvero che è biiettiva

  • Se allora è iniettiva, infatti:

  • Se non è suriettiva, infatti:

infatti qualsiasi valore prendo per è impossibile che io copra tutto il codominio o comunque è impossibile che ci trovo stesso.

Infatti se fosse suriettiva avremmo e quindi che per risolverla .

Per risolvere questa equazione in abbiamo solo due casi o oppure e questo implica che ovvero un’ipotesi che abbiamo escluso all’inizio.

Esercizio preparazione al 21

Sia una partizione di e una partizione di . Graficamente abbiamo una situazione come questa:

Quindi per la definizione di partizione abbiamo che ha sicuramente 2 elementi e ne ha sicuramente 3.

Obiettivo: Mostrare che è una partizione di .

Proviamo prima di tutto a rappresentare in modo grafico cosa vogliamo dimostrare:

Notiamo quindi che effettivamente è una partizione, adesso dobbiamo scriverlo in linguaggio matematico.

Nel nostro caso possiamo scrivere che e con , ovvero dove nessun di questi insiemi è vuoto, inoltre poniamo .

Allora =.

Dobbiamo quindi dimostrare 3 punti:

  1. Ovvero nessuna partizione deve essere vuota, per dimostrare questo sappiamo che ed sono partizioni rispettivamente di e quindi non possono essere vuote e questo significa che non lo è nemmeno il loro prodotto cartesiano, possiamo quindi dire .


  1. Quindi che ogni elemento del prodotto cartesiano è all’interno di una partizione.

    Dati dato che è una partizione allora l’elemento farà sicuramente parte di una partizione di : , inoltre per lo stesso ragionamento dato che è una partizione allora anche farà sicuramente parte di una partizione di .

    Mettendo insieme le conclusioni possiamo dire che , ovvero che qualsiasi coppia del prodotto cartesiano farà sicuramente parte di una partizione.


  1. Se allora

    Questo significa che due partizioni diverse non hanno elementi in comune.

    , vediamo entrambi i casi:

    Se allora dato che è una partizione

    Calcoliamo allora =

    Se invece allora e questo, per lo stesso ragionamento visto prima implica che .

Esercizio 12

Sia un’applicazione. Si provi che se allora non è iniettiva e se allora non è suriettiva.

Iniziamo rappresentando graficamente il nostro problema per avere più chiarezza.

In questo caso è impossibile che sia iniettiva dato che tutti gli elementi del dominio devono avere un’immagine nel codominio.

In questo caso invece e non possiamo avere suriettiva dato che un elemento del dominio può avere una sola immagine nel codominio e quindi alcuni elementi del codominio rimangono “scoperti” cioè senza controimmagine.


Iniziamo mostrando che se allora non è iniettiva applicazione.

Definiamo , abbiamo bisogno delle seguenti proprietà:

  1. .
  2. Sia iniettiva allora il grafo di ha le proprietà che allora è unico.

Quindi:

  1. Per questa proprietà non abbiamo nulla da dimostrare infatti dato un insieme del tipo definito prima questo possiamo scriverlo come l’unione fra se stesso meno un elemento e l’insieme che contiene l’elemento mancante.

  2. L’applicazione definita da:

è invertibile, infatti:

Esempi

Quindi esiste una funzione biiettiva definita come prima.

  1. Abbiamo iniettiva . Si ha che dato che nel grafo ci sono solo quindi la possibilità del vuoto è esclusa e quindi è sicuramente unico.

    Allora in questo caso .


Adesso usiamo queste 3 proprietà per dimostrare il punto principale dell’esercizio.

Se non ho nulla da dimostrare, infatti sto prendendo come dominio un insieme da almeno due elementi e come codominio un insieme con un solo elemento, l’applicazione non può essere iniettiva dato che tutti gli elementi hanno come immagine lo stesso elemento (Come abbiamo mostrato con il disegno sopra).

Adesso per dimostrarlo in generale, supponiamo per assurdo che l’enunciato sia falso.

Allora iniettiva, questi li possiamo “collezionare” e quindi ne esiste uno che è il più piccolo possibile, focalizziamoci su questo elemento, dato che la nostra ipotesi dovrebbe funzionare sempre.

Quindi adesso consideriamo come l’elemento più piccolo possibile adesso possiamo porre

Allora per la seconda proprietà sappiamo che , quindi abbiamo iniettiva e biiettiva.

Adesso dato che allora e dato che possiamo supporre , allora:

non è iniettiva perché va da a , e noi avevamo affermato che era il più piccolo valore per cui esisteva una funzione iniettiva.


Per la proprietà 3 sappiamo che sia il grafo di e non è iniettiva allora e , ovvero che esistono due valori del dominio diversi tali che hanno la stessa immagine.

Questo implica che non è iniettiva.

Da capire meglio:

Infatti appartengono al suo grafo , ma il grafo di è dato da che contiene sempre i due elementi visti prima, per cui non è iniettiva contraddizione.

Anelli

Possiamo prendere come esempio di anello l’insieme dei numeri relativi .

Definizione Anello

Un anello commutativo unitario è una sestupla del tipo .

Prendendo come esempio abbiamo che:

  • è un insieme
  • sono applicazioni dette somma e moltiplicazione
  • è un’applicazione , e si chiama opposto; abbiamo che
  • è l’elemento neutro per l’operazione
  • è l’elemento neutro per l’operazione

Nel caso della moltiplicazione abbiamo che:

Deve soddisfare varie proprietà e le dividiamo in due categorie:

  1. Proprietà Commutativa per la Somma:
  2. Associatività dell’addizione:
  3. Elemento Neutro addizione:
  4. Elementro Opposto:

Queste 4 proprietà ci spiegano che è un gruppo commutativo abeliano.

  1. Commutatività moltiplicazione: , grazie a questa si dice che l’anello è commutativo
  2. Associtatività moltiplicazione: , A è associativo
  3. Elemento neutro moltiplicazione: , si dice che A è unitario
  4. Proprietà distributiva:

è un anello commutativo unitario. Questo perché l’addizione lo è sempre, quindi dobbiamo guardare se valgono le operazioni per la moltiplicazione.

Elementi Neutri

Se gli elementi neutri di moltiplicazione e addizione coincidono allora l’anello è un singleton 0. Se allora .

Esistono anche altre due proprietà che valgono per :

Proprietà di Tricotomia:

Esiste un sottoinsieme che permette di definire una relazione su :

Infatti:

Quindi: Un intero può essere soltanto positivo, negativo o nullo.

Assioma di buon ordinamento:

Ogni sottoinsieme non vuoto possiede un più piccolo elemento che per si ha .

Un anello che rispetta buon ordinamento e triconomia è “essenzialmente .

Se allora e , le operazioni sono compatibili e in modo simile c’è compatibilità anche tra .

Legge di Cancellazione in :

Se con allora infatti si può supporre che , nel caso è chiaro mentre prendiamo e vediamo per induzione:

Abbiamo aggiunto anche se valori diversi per l’ipotesi perché abbiamo portato l’espressione da a e dato che abbiamo detto questo non altera il valore dell’espressione.

Dato che avevamo supposto ma abbiamo ottenuto una contraddizione ovvero con , per tricotomia deve essere necessariamente vero che .

Elementi Invertivibili:

è un anello commutativo unitario dove .

Definizione

, è detto elemento invertibile (si dice che è l’inverso di e si scrive )

Esempio

è invertibile con inverso

Esercizio

Se è invertibile allora è unicamente determinato.

Quindi abbiamo ottenuto che le due proposizioni iniziali sono uguali e quindi e l’inverso di è ben determinato.

Altri Esempi

è sempre anello.


Allora


Supponiamo che mostriamo che si ha che ovvero .


Se allora (non invertibile). Infatti supponiamo per assurdo che sia invertibile allora ed è quindi una contraddizione.

Nota:

Si pone .

Elementi neutri pt2

Anello con significa che non è invertibile, questa proprietà infatti vale solo in anelli ovvero quando .

Esercizio - Unico elemento neutro ad ogni anello commutativo unitario

Siano due elementi neutri quindi significa che otteniamo:

Se prendiamo ? Otteniamo

Se prendiamo ? Otteniamo

Quindi notiamo che e quindi l’elemento neutro per la moltiplicazione è unicamente determinato.

Relazione di Divisibilità

Introduciamo la relazione che dati , ovvero ” divide ” se e solo se esiste un certo in tale che possiamo scrivere . Ad esempio infatti

Innanzitutto notiamo che questa è una relazione riflessiva infatti ovvero divide sempre .

Inoltre è anche transitiva infatti supponiamo di avere e supponiamo che e :

Abbiamo mostrato che anche quindi è divisibile per , infatti possiamo scriverlo come moltiplicato per un altro valore e quindi .

Non è simmetrica né antisimmetrica.

Altre proprietà della divisibilità

Se e allora (compatibilità con l’addizione), vediamo perché:

Più generalmente se e . Infatti facendo sempre lo stesso ragionamento di prima otteniamo tramite le sostituzioni otteniamo che:

E quindi, come prima, .


In la relazione di divisibilità è “quasi antisimmetrica”, ovvero:

Nota, possiamo supporre che i due numeri sono non nulli, questo perché 0 non divide mai un altro elemento non nullo e quindi se uno dei due fosse 0, questo significa che lo sarebbe anche l’altro.

Elementi Irriducibili e Primi

Numero irriducibile

Definizione: con , questo è detto irriducibile se con allora si che o oppure .

Esempi con , ricordiamo inoltre che

Numero Primo

Definizione: con è detto primo se se allora oppure .

Supponiamo che

Lemma: primo allora è irriducibile, quindi primo irriducibile

Dimostrazione

Scegliamo primo, siano , per dimostrare che è irriducibile dobbiamo quindi dimostrare che o o sono uguali a 1 o -1.

Valore Assoluto

È un’applicazione che si denota , prendiamo un :

Teorema algoritmo divisione euclidea

Prendiamo con allora esistono unicamente determinati ed tali che , dove è il quoziente e il resto.

Non facciamo dimostrazione dato che è una riformulazione del principio del minimo su .

Legame con le Congruenze

ovvero il resto della divisione euclidea di per è 0.

Ricordiamo inoltre che la congruenza è una relazione d’equivalenza.

Esempio Congruenza Modulo 2

Nota, con la notazione indichiamo l’insieme di tutti i numeri

E notiamo che: e che notiamo infatti che

Ad esempio con la congruenza modulo 3 otteniamo

In generale otteniamo che:

Notiamo che:

Con la notazione indichiamo la classe di equivalenza di nell’applicazione congruenza modulo 3.

Esempio

quindi oppure quindi

Compatibilità con la congruenza modulo n

Le operazione di sono compatibili con con se rispettano delle proprietà:

  1. abbiamo che .
  2. se e allora
  3. se e allora

In tutti i casi intendiamo

Dimostrazione di 2

e allo stesso modo quindi:


Adesso prendiamo l’insieme e data definiamo la classe , questa applicazione è ben definita ed è l’operazione di opposto.

Date le classi definiamo ed è ben definito quindi è indipendente dalla scelta di un rappresentante. Dimostriamolo:

Definiamo inoltre una funzione che date allora , che è sempre ben definita.

Teorema

è un anello.

Alcuni sottoinsiemi di

Esercizio

Dati con :


Adesso vediamo insiemi nella forma .

Ad esempio possiamo scrivere che

Questo perché appunto prendiamo ogni volta due valori con i quali moltiplicare 2 e 3 in questo caso, e sempre in questo caso notiamo che stiamo sommando i numeri pari e quelli dispari quindi otteniamo tutti i numeri.

quindi ad esempio nel caso di prima e infatti come abbiamo notato

Lemma:

Poniamo con allora esiste unico t.c. .

Dimostrazione:

Per la stessa ragione abbiamo che .

Massimo Comun Divisore

Data con

Definizione

è MCD di e se:

  1. e
  2. Se t.c. e allora

Lemma: Se soddisfa (1) e (2) allora è unicamente determinato

Dimostrazione

Supponiamo che soddisfano (1) e (2) e mostriamo che

Si scrive , inoltre se si dice che sono primi fra loro (co-primi).

Lemma:

Dimostrazione

Algoritmo di Euclide per trovare MCD

Possiamo vederlo come una funzione che prende in input e restituisce un

Esempio

Prendendo l’esempio sopra allora sappiamo che ma come si calcolano? Identità di Bèzout

Lemma di Gauss: Se e e se allora

Dimostrazione

Sappiamo che e quindi sappiamo che (teoremi visti precedentemente). Questo inoltre significa che , allora:

Lemma: Dato allora è irriducibile è primo.

Dimostrazione

Prima di tutto dimostriamo una proprietà utile per dopo: Se è irriducibile e allora , altrimenti ma visto che è irriducibile allora è ma questo va in contraddizione con l’ipotesi ovvero che non divide .

Adesso passiamo alla dimostrazione del Lemma.

Supponiamo che con irriducibile. Allora deve dividere o , senza perdere generalità possiamo quindi supporre che non divide e dobbiamo dimostrare che necessariamente divide .

Esercizio

Calcolare con

Premesse:

  • e
  • Con l’elemento per l’elemento neutro di e con l’elemento per l’elemento neutro di , si ottiene che è un anello commutativo unitario

Si cerca:

  • “Insieme delle unità”
  1. Sia allora esiste t.c. , t.c. . (È invertibile se e solo se scelto un qualsiasi rappresentante, quando faccio è divisibile per N).

    Spostando i termini di prima otteniamo che è un’identità di Bèzout per e questo significa che sono primi fra loro perché il loro MCD è 1.

Quindi otteniamo che .

Esiste quindi un’applicazione biiettiva tra e , .

Esempio

, verificare che , quindi .

Cosa si osserva se N è primo?

  • primo: Sia allora altrimenti qualora si avesse avrei che e quindi si avrebbe che ma siccome è resto e quindi è una contraddizione, abbiamo quindi che sono coprimi.

Si ottiene

Terminologia

Dato un anello commutativo t.c. invertibile, si dice campo. Ad esempio è un campo.


Esercizio 5

Dimostrare il Piccolo Teorema di Fermat.

Dato un numero primo e un intero tali che mostrare che se e sono primi fra loro allora .

A cosa serve il teorema di Fermat? Serve a ridurre l’esponente nel calcolo delle potenze quando il numero è molto grande.


Proprietà: Sappiamo che è un campo ovvero inoltre sappiamo anche che con , (non vera in ).

Scegliamo come come rappresentanti e scriviamo:

  • Prendiamo e scriviamo e quindi si ha che
  • Supponiamo che e inoltre e quindi siccome ed si scompone in tutti fattori più piccoli di e quindi non divisibili per (nemmeno il loro prodotto dato che è primo) abbiamo che
  • Allo stesso modo otteniamo che e quindi

Quindi abbiamo che:

E per le condizioni viste sopra sappiamo che , ma per definizione di fattoriale sappiamo che , quindi visto che è primo e non divide allora deve sicuramente dividere per il lemma di Gauss.

Noi sappiamo però che dato che .

Quindi siccome dividi tutti i questi si riducono tutti a nella formula vista sopra, ad eccezione del primo e l’ultimo.

Abbiamo dimostrato che dato che se e primo abbiamo che .


Tornando alla dimostrazione del teorema di Fermat

Facciamo una dimostrazione per induzione, la nostra ipotesi è , quindi:

In questo modo abbiamo dimostrato che con primo.

Precisazione

Se in ovvero se allora è invertibile di inverso , per il PTF sappiamo che , moltiplichiamo per :

Otteniamo quindi che

Difetti del PTF

Se e quindi è invertibile, calcolare il suo inverso usando il PTF, ricordiamo che

So che , quindi:

Questo però per numeri molto grandi risulta scomodo, infatti se ad esempio vogliamo calcolare con , dobbiamo calcolare .

Svolgendo i calcoli però, ovvero calcolando per che va da a notiamo che si l’ultima è 1 e quindi il suo inverso (689) ma ci sono anche altri 1 prima, perché le classi sono cicliche.

Esercizio

Dimostrare che in nessun intero è somma di due quadrati.

Calcoliamo le classi dei resti modulo 4 e i loro quadrati.

Successione di Fibonacci

La successione di Fibonacci è definita induttivamente da , i numeri della successione di Fibonacci hanno alcune proprietà:

Dimostriamolo per Induzione

Quindi sappiamo che:

Definiamo , possiamo inoltre scrivere e dobbiamo dimostrare che ovvero che il loro è 1.

Quell’insieme possiamo scriverlo come:

E quindi possiamo scrivere:

Quindi l’insieme a sinistra è sicuramente sottoinsieme di quello a destra, ma per dimostrare che sono uguali devo dimostrare che esiste un’applicazione biiettiva che manda . Sia l’immagine noi sappiamo che quindi se dimostriamo che l’applicazione è suriettiva abbiamo dimostrato che qualsiasi prendo raggiungo tutti gli e quindi i due insiemi sono uguali.

Dimostreremo che l’applicazione è biiettiva che comprende anche suriettiva.

Richiamo

è biiettiva è un singleton, ma deve esserci anche un’inversa t.c. e simultaneamente .

Quindi noi sappiamo che e questo è equivalente a un sistema:

Adesso poniamo l’inversa e quindi abbiamo le coppie adesso verifichiamo se le funzioni composte ci danno le Identità.

Quindi l’applicazione è biiettiva e quindi suriettiva e quindi i due insiemi sono uguali.

Sapendo che è sempre verificato possiamo sempre diminuire il numero di Fibonacci e ottenere:

Quindi che può essere anche scritto e questo equivale anche a dire che .

Teorema Fondamentale Dell’Aritmetica

abbiamo che:

  1. è finito, quindi c’è solo un numero finito di primi che dividono .
  2. Inoltre dove è un certo esponente in e sono unicamente determinati. Ovvero ogni numero intero diverso da 0 è il prodotto di alcuni numeri primi elevati a determinati esponenti.

Notiamo che nella seconda condizione i numeri primi sono infiniti e quindi otterremmo un valore infinito, però ad un certo punto sarà uguale a 0 e quindi avremo un numero finito di primi e poi un numero infinito di 1 che non cambia il nostro valore. Formalizziamolo

Osservazione

Si sa che è infinito però siccome abbiamo che è finito:

Però nell’insieme infinito avremo che e quindi tutto quel prodotto sarà uguale a .

Esempi

Cosa possiamo dedurre con queste notazioni? Scriviamo due numeri :

Vediamo un esempio:


Dimostriamo il teorema ovvero che:

Per prima cosa dimostriamo che è un insieme finito. (1)

Supponiamo per assurdo che sia infinito e questo significa che esiste una collezione infinita di primi t.c. e questo significa che ogni . Supponiamo anche .

Abbiamo ottenuto una contraddizione, infatti essendo un intero, non esiste un numero infinito di numero inferiori a lui. Abbiamo provato che è finito.

Adesso dimostriamo la fattorizzazione per induzione (2).

Per lo abbiamo già mostrato prima, abbiamo che per ogni e otteniamo un prodotto infinito di 1 che fa 1.

Adesso supponiamo che , abbiamo due casi:

  • Se è primo non abbiamo nulla da dimostrare infatti il è sempre 0 tranne quando .

  • Se non è primo allora non è irriducibile e allora posso scrivere con ovvero due divisori di diversi da 1.

    Per ipotesi induttiva visto che posso scrivere:


Enunciato Teorema

un numero finito di primi distinti tali che e questa fattorizzazione è unicamente determinata.

Questo è un enunciato differente ma con lo stesso significato di quello visto sopra, ma qui dobbiamo numerare i .

Esercizio

Prendiamo e quindi possiamo scriverli come:

Mostrare che .

1:

Supponiamo che e questo è equivalente a dire che .

Adesso poniamo e quindi l’esponente è un intero.

Adesso calcoliamo :

Questo implica che e quindi .

2:

Supponiamo che questo implica che , applichiamo il teorema fondamentale dell’aritmetica:

Per unicità della fattorizzazione (quando prendo un primo, gli esponenti devono essere uguali da entrambe le parti) quindi questo significa che .


Esercizio

Prendiamo dimostriamo che:

Come abbiamo definito ? L’abbiamo definito come l’unico intero in tale (1) e tale che allora (2)

Come traduciamo queste condizioni in termini di produttorie usando il teorema fondamentale?

Ricordiamo che nell’esercizio precedente abbiamo dimostrato che , quindi:

  1. Equivale a dire e
  2. Se soddisfa la condizione 1 (al posto di ) allora soddisfa anche

La condizione (1) ci suggerisce che allora (2) vuol dire che se è tale che allora

Quindi è il più grande degli interi t.c. questo implica che .

Divisori di Zero

Iniziamo da degli esempi:

Prendiamo , notiamo che ad esempio le classi non sono nulle ma il loro prodotto da che è uguale a . In questo non può accadere, non ci sono due elementi non nulli che moltiplicati fra loro danno come risultato zero, qui invece può succedere.

Definizione

Dato anello, è divisore di zero se , non impostiamo che perché vogliamo ammettere 0 come divisore di 0.

Esempi

In come divisori di zero abbiamo .

In qualsiasi è divisore di zero. Con ovvero quando i due elementi neutri sono distinti.

Invece, dove non abbiamo divisori di zero? Nei campi, se campo (ad esempio primo) cioè è invertibile ovvero . L’unico di divisore di zero in un campo è , perché?

Supponiamo di avere divisore di zero, allora , però è invertibile perché non nullo, quindi .

Adesso moltiplichiamo termine a termine per e otteniamo:

Quindi se è divisore di 0 allora .


In se è divisore di zero allora anche se non è campo, dimostriamolo:

Sia divisore di zero allora , e anche è divisore di zero:

Possiamo supporre quindi, senza perdere generalità, che sia .

Quindi abbiamo detto che e quindi possiamo scrivere:

Se questo non è possibile e allora l’unica scelta che ci rimane è , quindi abbiamo dimostrato che ha come unico divisore di zero, 0.

Definzione Dominio

Dato un anello si dice che è un dominio se l’unico divisore di zero in è zero. Quindi ogni campo è un dominio, ma anche è un dominio. Invece ad esempio non è un dominio.


Se non è divisore di zero e se allora , da questo possiamo scrivere il seguente lemma

Lemma - Legge di Cancellazione

Prendiamo non divisore di zero, allora se .

Dimostrazione:

Supponiamo , che è equivalente a , se non è divisore di zero allora .

Osservazione, questo implica la legge di cancellazione in .

Risoluzione di Equazioni in A

Come anello prendiamo .

Studieremo l’equazione lineare:

viene detta Indeterminata. Se vogliamo risolverla significa che vogliamo trovare tutti gli tali che la soddisfano. Vediamo i casi semplici:

Infatti sia soluzione dell’equazione allora è un intero tale che moltiplicato per 2 mi dà 3 ovvero che che è impossibile.

Cambiamo l’equazione:

In questo caso abbiamo una soluzione, in . Osserviamo che utilizzando il T.F.A (Teorema Fondamentale dell’Aritmetica) e sia una soluzione allora e utilizzando la legge di cancellazione su otteniamo .

In generale una soluzione di (sempre con ) esiste . Infatti se l’insieme delle soluzioni è non vuoto e se è soluzione, si ha .

Allo stesso tempo se allora e posso prendere .


Adesso vediamo cosa succede nel caso con . Vogliamo risolvere:

Nel caso in cui è un anello qualsiasi e di inverso , possiamo moltiplicare termine a termine e ottenere:

E quindi otteniamo che che è un’unica soluzione.

Indeterminata X

Con indichiamo l’insieme delle soluzioni mentre con un elemento di questo insieme.

Se per esempio campo (anelli dove ogni elemento non nullo è invertibile, visto che un elemento invertibile non è divisore di zero allora un campo è sempre dominio di integrità, infatti l’unico divisore di zero è zero), allora in questo caso l’equazione con ammette sempre l’unica soluzione .

Torniamo nel caso e scriviamo la seguente

Proposizione:

L’equazione ammette soluzioni se e solo se dati ,

Dimostrazione:

Sia una soluzione, questo significa che , quindi sostituendo e questo significa che . Se spostiamo i membri possiamo scrivere e questo implica che , notiamo che dove e quindi possiamo scrivere che e questo dimostra che se ammette soluzioni allora .

Adesso dimostriamola nel senso opposto.

Supponiamo quindi che quindi possiamo scrivere che e questo significa che . Possiamo chiamare e abbiamo trovato la soluzione.


Esempio

L’equazione in quindi abbiamo che e e quindi ci sono soluzioni: , questo è l’insieme delle soluzioni.

Lemma

Prendiamo se e allora .

Dimostrazione

Sappiamo che ma questo vuol anche dire che e quindi . Notiamo che se allora implica che e quindi , mostriamolo.

(equivalente a dire che appartiene alla classe di 1 modulo ).

Possiamo dire che adesso facendo un po’ di manipolazioni:


Teorema Cinese dei Resti

È un modo di risoluzione di sistemi di equazioni lineari a coefficienti interi, queste equazioni sono di tipo congruenziale.

Prendiamo e supponiamo che quindi sono 2 a 2 primi fra loro. Inoltre consideriamo degli interi , allora il sistema di congruenze:

Questo sistema ha un’unica soluzione modulo . Ovvero, l’insieme è della forma . Ricordiamo che abbiamo indeterminata che è una sola e abbiamo equazioni congruenziali.

Calcoliamo una soluzione particolare del sistema.

Poniamo ovvero il prodotto fra tutti gli senza , notare che questo vuol dire che con è invertibile, ovvero allora questo implica che moltiplicando possiamo scrivere , in questo modo abbiamo costruito elementi ciascuno in .

Dimostriamo che è soluzione di .

Se allora abbiamo che quindi e siccome è divisibile da tutti gli che sono diversi da possiamo scrivere e questo è valido . Dunque è una soluzione particolare del nostro sistema .

Adesso vogliamo trovare tutte le soluzioni e non soltanto una. Sistema Omogeneo Associato

Ovvero con , quali sono tutte le soluzioni?

Le soluzioni di questo sistema quindi sono tutti i multipli di e quindi . Scriviamolo:

L’insieme delle soluzioni , concludiamo con la proposizione: L’insieme delle soluzioni di denotato è dato da ovvero il “traslato” dell’insieme di tutti i multipli di appunto traslato dalla soluzioni particolare , dimostriamolo.

Dimostrazione:

è contenuto nell’insieme delle soluzioni, infatti se allora posso scrivere ma mod infatti e addizionando con che è soluzione particolare ottengo che mod .

Dimostriamo adesso che l’insieme delle soluzioni è contenuto in , sia una soluzione di , allora mod e questo vuol dire che , questo implica che .

We’re so cooked :’(

Esercizio 8

Trovare le indeterminate.

Dato che allora significa che è invertibile e quindi tale che , ad esempio .

Quindi moltiplicando termine a termine otteniamo siccome ci darà resto 1 possiamo toglierlo e ottenere che è congruente alla congruenza iniziale, possiamo quindi dire che l’insieme delle soluzioni .

Possiamo scrivere quindi che per un certo intero e spostando i termini otteniamo . Dato che e quindi che e , implica che ma è impossibile e quindi l’insieme delle soluzioni

Sistema

Abbiamo che che sono tutti primi fra loro. Riduciamo nei rispettivi moduli i vari coefficienti.

Quindi dato che sono tutti congruenti a 1 possiamo toglierli dal sistema e semplificarlo in:

Adesso passiamo a semplificare i resti:

Per gli altri valori è più semplice infatti:

Quindi possiamo riscrivere il nostro sistema nel seguente modo:

E applicare il Teorema Cinese dei Resti quindi denominiamo e poi scriviamo e inoltre .

Calcoliamo gli inversi:

Adesso calcoliamo i vari che utilizziamo per calcolare

Quindi la soluzione generale del sistema è data da e possiamo scrivere . (97 = 217-120 anche se non ho ben capito perché lo abbiamo fatto ma credo perché sia resto (?))

Polinomi in una Indeterminata a Coefficienti in un Campo

Dato un campo, abbiamo un polinomio in a coefficienti in nella forma:

Dove coefficienti con mentre è un intero che dipende dal polinomio.

Ad esempio possiamo prendere con . Oppure con abbiamo che dato che siamo in modulo 2 possiamo scriverlo anche .


Possiamo scrivere come l’insieme dei polinomi dove ogni è definito come:

Con intendiamo per ogni abbastanza grande il coefficiente diventa 0, ovvero fino ad un certo punto avremo dei valori non nulli e poi sempre 0.

Possiamo appunto notare che c’è una struttura ad anello, definiamo quindi le operazioni di somma e moltiplicazione.

Abbiamo i due polinomi:

Possiamo scrivere la somma come:

Mentre per la moltiplicazione:

Si nota che per ogni abbastanza grande perché avremo che oppure nullo.

Possiamo quindi definire l’anello

Grado di un Polinomio

Prendiamo un polinomio e quindi definito come con e inoltre ovvero finito non vuoto.

(credo con j intenda i (?)).

Grado di P

Si pone per definizione e quindi l’insieme dei gradi possibili è dato da .

Esempio

Applicazione deg

La funzione è definita

Lemma: Dati abbiamo 3 proposizioni:

  1. e per l’uguaglianza nello specifico:

Esempi

e abbiamo che e infatti

e dato che abbiamo che

Casi Particolari

In alcuni casi può comunque capitare che e

Analogia tra Interi e Polinomi

Vedremo che tutti gli enunciati visti per gli interi valgono anche sui polinomi, per alcuni di questi vedremo anche le loro dimostrazioni mentre altri li prenderemo per giusti.

Valore Assoluto

Su abbiamo l’applicazione valore assoluto: , questa soddisfa alcune proprietà:

  1. - Compatibilità con la moltiplicazione
  2. - Disuguaglianza Triangolare Invece su (anello di polinomi) abbiamo visto il grado: , queste soddisfa:

Notiamo che ci sono delle somiglianze, ma ci serve un’altra struttura per rendere queste operazioni ancora più simili e avere quindi un valore assoluto anche sui polinomi.

Scegliamo un numero reale , poi dato un polinomio definiamo:

Poniamo anche che non è altro che , questa è una nostra convenzione.

Allora le 3 proprietà viste prima sono equivalenti a:

Vediamo perché 2 funziona:

Vediamo perché 3 funziona:

Algoritmo della Divisione Euclidea (per polinomi)

Teorema: Dati con :

Se usiamo il valore assoluto in relazione a , notiamo che siamo molto vicini alla definizione di divisione euclidea in infatti abbiamo che il resto deve essere strettamente inferiore al divisore ma in questo caso abbiamo il suo grado.

Analogie

Vediamo nel dettaglio le analogie tra e .

  • In entrambi i casi abbiamo la divisione euclidea.
  • In abbiamo il valore assoluto mentre per i polinomi abbiamo e il grado .

A cosa corrisponde di ? Ovvero l’insieme degli interi positivi.

Nei polinomi abbiamo i polinomi monici , i polinomi monici sono quei polinomi che hanno il coefficiente del termine con grado più alto uguale a 1. In altre parole il termine che rappresenta il grado del polinomio deve avere coefficiente 1.


In come elementi invertibili abbiamo .

Per quanto riguarda ? Sia allora tale che , adesso calcoliamo il grado da entrambe le parti.

notiamo che e sono sicuramente in infatti non possono essere altrimenti non otterremmo 0 come risultato. Ma la somma di due interi superiori uguali a 0 è 0 se e solo se sono entrambi 0. Quindi .

Questo implica che ovvero che sono due numeri.

Tutto questo significa che ed è quindi l’analogo di in .

Ricordiamo che gli elementi invertibili di un campo sono tutti gli elementi tranne zero


Per la divisibilità in abbiamo una relazione sugli interi tale che che è equivalente anche alle scritture:

Vediamo cosa succede in :

che è equivalente alle scritture:

Proprietà della divisibilità di polinomi

  • Riflessiva dato che ogni polinomio divide se stesso
  • Transitiva: Se abbiamo e è equivalente a dire .

Esercizio

Prendiamo e supponiamo che questo equivale a dire:

  • Adesso se sostituiamo: e calcoliamo il grado:

Questo significa, come visto prima, e quindi significa che i miei polinomi sono e

Abbiamo dimostrato quindi che tale che che è analogo a quello che abbiamo visto in ovvero:


Lemma: è un dominio d’integrità (non ha divisori di zero escluso zero).

Dimostrazione:

Sia un divisore di zero allora tale che , calcoliamo i gradi.

Però sappiamo che non è nullo e quindi non può avere grado , questo significa che è ad avere grado , questo grado implica che

Congruenze con i Polinomi

In abbiamo che e questo porta ad una struttura di anello che si scrive e gli elementi di questo anello sono le classi di equivalenza che sono dei traslati per degli interi di tutti i multipli di , quindi ad esempio se allora .

Per cosa possiamo dire?

Prendiamo e . Diciamo che e questo è equivalente alle congruenze in , proviamo a osservare la transitività.

Supponiamo quindi che e quindi questo significa che e . Inoltre possiamo dire che per un certo e per un certo . Addizioniamo termine a termine:

Quindi troviamo l’anello e notiamo che la congruenza è compatibili con le varie operazioni come in . Quindi ad esempio che è anche .


Quindi , però vogliamo trovare un SCR modulo H, quindi scriviamo l’insieme di prima come e notiamo che l’insieme è un SCR per la congruenza modulo H.

Massimo Comun Divisore

Dati poniamo è valido quindi il lemma di Bezout.

Lemma: Dati supponiamo che e allora con (monico).

Confrontiamo i due insiemi.

Su abbiamo per definire MCD abbiamo deve tale che:

  • Se tale che allora

Su prendiamo e abbiamo che (monico) tale che:

  • Se tale che allora

Inoltre in entrambi i casi possiamo scrivere .

Polinomi primi fra loro

Si dice che sono primi fra loro se come accade su . Anche qui funziona il calcolo del massimo comun divisore con l’algoritmo euclideo.

Polinomi Irriducibili

Prendiamo si dice che è irriducibile se scrivendo una fattorizzazione di come prodotto tra due polinomi ed con almeno uno grado 0, quindi si ha che o oppure .

Polinomi Primi

Prendiamo sempre un , si dice primo se quando allora o o .

Inoltre abbiamo un lemma: .


Quindi se prendiamo l’anello con irriducibile, è un campo.

Teorema Fattorizzazione Unica (T.F.A.)

Ogni si decompone in modo unico come prodotto:

Dove e è un insieme finito. È quindi uguale all’enunciato di .

Questa fattorizzazione è facile in :

In i polinomi monici e irriducibili sono tutti i polinomi nella forma:

Quindi su i polinomi irriducibili sono tutti i polinomi di grado 1.

Mentre in se è monico e irriducibile allora si ha una delle due proprietà:

  • e quindi come prima
  • e quindi quando scriviamo deve accadere

La fattorizzazione è più difficile in perché non c’è un algoritmo che permette di scrivere la lista dei polinomi irriducibili monici. Questo soprattutto per .

Valutazione

Prendiamo e , con la valutazione di in è:

Quindi abbiamo , infatti sostituiamo il valore dell’indeterminata e abbiamo una somma fra valori. Questa operazione di valutazione è compatibili con le operazioni di addizione e moltiplicazione.

Osservazione

Si dice che è un morfismo di anelli (lo vedremo sui gruppi, per ora non serve molto).

Esempio

Prendiamo e allora:


Lemma: Sia allora . L’immagine inversa di 0 è l’insieme di tutti gli tali che se li sostituiamo nel polinomio, questo ci da 0. È quindi l’insieme dei polinomi che si annullano in .

Dimostrazione: Dobbiamo dimostrare che i due insiemi sono uno incluso nell’altro.

Mostriamo che ovvero dimostrare che ogni multiplo di ha la proprietà che .

Sia allora

Mostriamo l’inclusione inversa

Sia tale che . Applichiamo l’algoritmo della divisione euclidea per il polinomio quindi:

E per il grado di abbiamo due possibilità dato che è di grado 1 e quindi il grado di deve essere strettamente minore. Questo è equivalente a dire che perché è o 0 o un elemento non nullo.

Adesso valutiamo entrambe le parti:

Quindi si annulla in , però sappiamo che inoltre sappiamo che con è uguale a stesso e quindi

Quindi se significa che e questo è equivalente a dire che .

Possiamo dire che ha una radice in che significa .

Osservazione

Se prendiamo polinomio è sempre irriducibile (e quindi anche primo) perché:

Calcolando i gradi:

Questo implica che dato che non possono essere , e quindi uno dei due è invertibile ovvero che .


Esercizi sulla fattorizzazione di polinomi

Esercizio

in

Calcoliamo e quindi dato che negativo il polinomio è irriducibile in

Esercizio

in

Possiamo fare dei tentativi e notare che è radice del polinomio, ovvero sostituendo con otteniamo .

Sappiamo quindi che divide il nostro polinomio, dobbiamo trovare il quoziente della divisione, lo facciamo attraverso la divisione euclidea (non scrivo i passaggi, è la divisione fra polinomi).

Come quoziente otteniamo e quindi possiamo scrivere il polinomio come:

Possiamo scomporlo in e quindi alla fine otteniamo come fattorizzazione:

In

Esercizio

in ma osserviamo che , quindi le fattorizzazioni ottenute in possiamo mantenerle in

Notiamo che ed è quindi irriducibile su però in ammette due radici:

E quindi otteniamo

Esercizio

in e

Osserviamo che e quindi in , svolgendo la divisione otteniamo:

Quindi in ci fermiamo, ma possiamo continuare su con le radici:

E quindi mantenendo anche abbiamo

Numeri Complessi

L’insieme dei numeri complessi è definito dove e quindi , possiamo anche dire che .

Operazioni sui numeri Complessi:

Definiamo e due numeri complessi.

Quindi è un anello

Rappresentazione nel Grafico

Esponenziale di Eulero

con .

Eulero ha notato che se :

E in modo simile troviamo anche che .

Esempi

Quindi se poniamo possiamo dire che e quindi è radice di ovvero .

Osserviamo che possiamo scrivere:

E quindi anche è radice di .

Notiamo che:

L’insieme ha 3 elementi distinti e abbiamo che

Coniugazione Complessa

Si pone per .

Poniamo anche e quindi .

si ha:

  • è una biiezione ovvero

Le formule viste sopra possiamo anche scriverle:

Quando rispetta queste proprietà si dice che è un isomorfismo d’anelli ovvero un morfismo invertibile.

Nei reali, abbiamo che infatti non hanno parte immaginaria. Graficamente la coniugazione complessa corrisponde alla riflessione rispetto all’asse :

Formule Fondamentali

  • Questo è uguale a 0 se e solo se mentre è maggiore di 0 se e solo se

  • , valore assoluto complesso


Dimostriamo che è un campo ovvero che ogni elemento non nullo è invertibile.

Dato , prendiamo , che sappiamo essere maggiore di 0 dato che non è nullo. Lo moltiplichiamo per il suo inverso .

Quindi sappiamo che dato che è il suo inverso ma possiamo anche dire che:

Valore Assoluto Complesso

Graficamente possiamo vederlo come:

Questo ha diverse proprietà:


Vediamo altre proprietà e dimostriamole:

:

Dimostrazione 2 da finire di controllare su iPad.

Rappresentazione Polare

Dati e

Lemma

Esiste tale che , inoltre è unicamente determinato.

Dimostrazione

Sappiamo che , inoltre definiamo

  • sappiamo che è reale quindi il suo coniugato è un reale, moltiplicando tutto possiamo scrivere

  • allora tale che e (1)

    Sostituendo in otteniamo

    Quindi dato che possiamo dire che (facendo la formula inversa)

Le soluzioni di (1) sono gli elementi per un certo

  • Su c’è la relazione di congruenza

diciamo che da cui è una classe di equivalenza e si identifica con un elemento di

Algebricamente Chiuso

Un campo è detto algebricamente chiuso se (tolte le costanti):

Lemma

è algebricamente chiuso se i soli polinomi irriducibili e monici sono i polinomi , quindi di grado 1.

Dimostrazione

Parte , sia irriducibile e monico. Siccome è chiuso algebricamente abbiamo che tale che .

Quindi possiamo scrivere con

Il grado di è quindi , se abbiamo dimostrato

Ma se allora quindi ma anche e questo contraddice irriducibile ()


Parte Supponiamo .

Sia monico con allora

Da completare


Molteplicità

algebricamente chiuso si scrive in modo unico come:

Dove è la molteplicità di in

Si ha che

Questo insieme ha cardinalità

Infatti un polinomio di grado ha soluzioni.

Teorema Fondamentale Algebra

è algebricamente chiuso, omettiamo la dimostrazione.

Teorema

campo esiste sempre un altro campo algebricamente chiuso che lo contiene ad esempio non è algebricamente chiuso ma .


Molte di queste cose le ho sistemate in un documento scritto dopo, lo caricherò da qualche parte su github =P.


Esempi Fattorizzazzione

Prendiamo un polinomio con , questo polinomio ha sempre come radice , inoltre se è pari come radice abbiamo anche . Quindi possiamo scriverlo:

Dove è il quoziente della divisione euclidea con e ha quindi grado , è unicamente determinato.

Possiamo scriverlo come:

Ovvero tutte le potenze di con coefficiente 1, ha in totale termini. Perché possiamo scriverlo così? Facciamo la moltiplicazione:

Infatti escluso primo e ultimo termine gli altri si cancellano tutti fra loro.

Esempio con n=3

Dato che , questa è la sua fattorizzazzione in , ma possiamo continuare in , infatti qui gli irriducibili sono solo i polinomi nella forma con .

Calcoliamo le radici di quel polinomio di grado 2 in e manteniamo di :

Tutte le sue radici si trovano nel cerchio unità, rappresentiamole:

Possiamo anche scriverle in forma esponenziale, ha come radici:

Dato .

Esempio n=4

Come detto prima oltre alla radice abbiamo anche radice , quindi:

Questa è la sua fattorizzazzione in , mentre in abbiamo:

Che scritta in forma esponenziale:

Anche queste sono tutte sul cerchio unità, rappresentiamole:

Cosa iniziamo a notare?

Che se ci sono radici complesse, allora ci sono anche le loro coniugate, questo è sempre vero per polinomi in , queste coppie ci danno dei fattori irriducibili in .

Esempio n=5

Il polinomio di grado 4 che vediamo ha un fattore di grado 1 se e solo se ha una radice reale e questo se e solo se ha una radice reale differente da 1.

Vediamo le radici in :

Sono distinte perché:

Che graficamente:

Con .

Notiamo che abbiamo una sola radice reale quindi si spezza in due polinomi di grado 2.

Scriviamo questi polinomi:

Infatti:

Infatti se scriviamo e notiamo che:

Mentre

Effettuiamo i calcoli:

Quindi possiamo scrivere:

Dove i due polinomi:

Caso veloce n=7

Avremo la stessa situazione, quindi:


Quindi l’esponenziale di Eulero ci permette di fattorizzzare polinomi con nella forma:

E la radici si trovano in un poligono inscritto nel cerchio unità, ovvero sono i suoi vertici. Sappiamo che una si trova in se è pari. Questa è la fattorizzazzione in .

Coniugato di un Polinomio

Dato e ogni poniamo:

Osserviamo che:

Dimostrazione

Le radici di un polinomio in sono sempre o reali o 2 a 2 complessi coniugati. Questo implica un lemma.

Lemma

Dato e detto l’insieme delle sue radici, allora:

Dove:

  • indica le radici reali
  • indica le radici immaginarie con parte immaginaria positiva
  • indica radici immaginarie con parte immaginaria negativa

Graficamente

Possiamo dire che:

E inoltre i complessi sono coniugati quindi:

Lemma

è irriducibile in

Dimostrazione

Supponiamo irriducibile e quindi non ha radici reali

Ha però due radici complesse e dato che . Scriviamo quindi:

Adesso calcoliamo :

Lemma

Ogni , in si spezza come:

Esercizio / Proprietà

Sia di grado dispari allora ammette almeno una radice reale. Infatti il lemma ci dice che:

Ovvero vogliamo mostrare che c’è almeno una radice reale.

Siccome è dispari allora scriviamo:

Un’altra strada che possiamo prendere è quella di utilizzare il Teorema dei Valori Intermedi, ovvero l’analisi matematica. Infatti è impossibile dimostrare che è algebricamente chiuso basandosi solo sull’algebra, ci serve anche l’analisi matematica, nello specifico il Teorema dei valori intermedi.

Possibili fattorizzazioni in

Prendiamo o qualsiasi campo, scriviamo per ogni grado tutti i casi possibili:

  • Se

    • Irriducibile
  • Se

    • Irriducibile
    • entrambi di grado 1 e irriducibili
  • Se

    • Irriducibile
    • con grado 1 e grado 2 irriducibili
    • tutti irriducibili di grado 1

In tutti questi casi se non è irriducibile su allora ammette sempre almeno una radice, nel caso di grado uguale a 4 questo non è vero

  • Se
    • Irriducibile
    • con uno grado 1 e uno grado 3
    • entrambi grado 2, ma non abbiamo radici
    • due di grado 1 e uno di grado 3
    • tutti di grado 1

Ecc…

Teoria dei Gruppi

Dato un insieme con operazione binaria su e quindi definita come:

Inoltre selezioniamo un elemento allora la terna è un gruppo se:

  1. abbiamo che e scriviamo quindi | Associatività
  2. si verifica | Elemento neutro per l’operazione binaria
  3. deve tale che | Inverso per l’operazione

Inoltre se si verifica anche: 4) allora è un gruppo abeliano (o commutativo)

Gruppi in Notazione Additiva

La terna dove scriviamo per l’operazione e o per l’elemento neutro si dive in notazione additiva, di solito i gruppi in questa notazione sono anche commutativi e in questa notazione l’inverso di si chiama opposto e si scrive .

Ad esempio dato un anello se lo scriviamo è un gruppo in notazione additiva, inoltre è un gruppo abeliano dato che è derivato da un anello (sicuramente additivo per definizione). Inoltre possiamo prendere come esempio anche , o anche con un qualsiasi campo.

Gruppi in notazione Moltiplicativa

La terna dove scriviamo per l’operazione e o per l’elemento neutro si dicono in notazione moltiplicativa.

Ad esempio se prendiamo Anello, allora è un gruppo in notazione moltiplicativa, infatti abbiamo visto che il prodotto di elementi invertibili è invertibile, il prodotto è associativo e infine se allora e inoltre sappiamo che . è abeliano.

Sottogruppo

Dato un gruppo in notazione moltiplicativa e un sottoinsieme non vuoto, si dice che è un sottogruppo di se si ha che . Si scrive .

Osservazione

è un gruppo. Se allora . Ma allora inoltre e .

Infine se e anche allora

Esempio

In notazione additiva per il sottogruppo deve verificarsi:

Omomorfismi di gruppi

Dati due gruppi in notazione moltiplicativa e sia un’applicazione, si dice omomorfismo di gruppi se:

  1. Esercizio

Mostrare che è un omomorfismo di gruppi

Isomorfismo

Sia un omomorfismo di gruppi, se è biiettiva allora si dice che è isomorfismo

Esercizio

Quindi se è isomorfismo lo è anche , inoltre date due funzioni omomorfismi allora anche è omomorfismo. In più se sono isomorfismi allora lo è anche , anche di inverso .

Esempi

Prendiamo tutto in notazione additiva

Osserviamo che è un gruppo e un sottogruppo di .

Definiamo con applicazione, questa è isomorfismo di gruppi infatti:

  1. è omomorfismo
  2. iniettiva:
  3. suriettiva: Sia allora t.c. , ponendo si ha

Altro esempio, mischiando

con operazione .

ovvero i reali positivi con operazione , da notare che , adesso poniamo:

Sono due isomorfismi di gruppi, l’uno inverso dell’altro. Quindi abbiamo che e , inoltre:

In modo analogo:

Costruzioni canoniche di un sottogruppo

Sia omomorfismo in notazione moltiplicativa.

Lemma

Sia un omomorfismo di gruppi indichiamo con:

Ovvero gli elementi di che puntano all’elemento neutro di , questo è un sotto gruppo di : e si chiama nucleo di , lo indichiamo con (kernel).

Osservazione

Un gruppo qualsiasi ha due sottogruppi evidenti: e se stesso, se in notazione additiva allora

Dimostrazione

Dati con .

Quindi dato che in abbiamo tutti gli elementi che puntano a

Lemma

Sia un omomorfismo di gruppi si ha che:

Questo è detto kernel banale dato che per definizione di omomorfismo di gruppi

Questo è il più piccolo sottogruppo di .

Dimostrazione

Dimostriamo la parte

Quindi supponiamo che

Siano tali che

Per omomorfismo possiamo dire che

Quindi dato che la sua punta a , questo significa che , possiamo poi moltiplicare per e ottenere:

Quindi è iniettiva.

Dimostriamo la parte

Supponiamo quindi iniettiva e sia e allora .

Ma è un omomorfismo di gruppi da cui deduciamo che .

Siccome e iniettiva, dobbiamo avere che

Esercizio Gruppi - Sottogruppo Immagine

Data una funzione e omomorfismo di gruppi con , infatti:

Dimostrare che , sottogruppo immagine, ovvero dimostrare che se allora .

Soluzione

Sottogruppi Coniugati

Dato un gruppo , un altro gruppo e un elemento , definiamo:

Osservazione

Se è abeliano allora e quindi , per gruppi abeliani quindi non ci porta a nulla questo insieme.

Nota

Ricordiamo che se un gruppo non è abeliano allora , mentre se è abeliano e quindi commutativo non ci importa dell’ordine.

Lemma

Dimostrazione

Prendiamo due elementi , vogliamo dimostrare che , per definizione possiamo scrivere (con fissato):

Dimostrazione Alternativa

Definiamo dato , un’applicazione , e osserviamo che , è un omomorfismo di gruppi (e dato che va a , si parla di endomorfismo), per verificarlo devo mostrare che

Questo dimostra perché se e omomorfismo allora , se e otteniamo che

Permutazioni

Dato insieme finito, sia gli elementi di questo insieme sono chiamati permutazioni.

Su esiste l’operazione di composizione di applicazioni:

E se allora .

Inoltre perché:

  • , associativo
  • , elemento neutro
  • invertibile e inverso per

Sia con allora si scrive

Ogni elemento di può essere identificato con un diagramma:

Definizione di n-ciclo

È una permutazione del tipo:

Con con distinti, che fissa ovvero manda su se stessi tutti gli elementi che non appartengono a , invece quelli che ci appartengono li manda in maniera ciclica su di loro quindi , si chiama s-ciclo e si scrive e bisogna rispettare l’ordine del ciclo nella notazione.

Esempi

Terminologia

Tutti i 2-cicli si chiamano trasposizioni, l’identità è uno 0-ciclo

Nota

Tutti i cicli sono permutazioni, ma non tutte le permutazioni sono cicli:

Inversione

Ovviamente possiamo anche cambiare l’ordine delle colonne, l’importante è mantenere le associazioni.

Nella notazione a ciclo l’inverso si ottiene leggendo da destra a sinista:

Composizione (o Prodotto)

Definiamo

Calcoliamo , agisce prima

Quindi il risultato sarà:

Se calcoliamo invece e quindi agisce prima :

I due cicli non sono uguali dato che non è commutativo.

Descrizione di

Quindi abbiamo che:

Ogni permutazione è un s-ciclo con .

Quindi

  • Qual è il più piccolo t.c. in esiste una permutazione che non è un ciclo?

Infatti prendiamo ad il prodotto e calcoliamo i valori per :

significa che applichiamo all’elemento 1 il ciclo che lascia invariato 1 e poi ci applichiamo il ciclo (12) che lo porta in 2.

In questo modo otteniamo:

Che non è un ciclo

Esercizio

Mostrare che :

Cicli a Supporti Disgiunti

Dati due cicli e di , si dice che sono a supporti disgiunti se .

Più generalmente dati cicli di sono a supporti disgiunti.

Per esempio sono a supporti disgiunti.

Teorema - Decomposizione di permutazione

Ogni può essere decomposto in prodotto di cicli a supporti disgiunti. Inoltre, tali cicli sono unicamente determinati e commutano tra loro. (C’è analogia tra i cicli e i numeri primi nel TFA).

Esempio

Estraiamo i cicli, partiamo da un elemento ad esempio 1:

Questo ciclo muove solo questi elementi, troviamone altri quindi partendo da altri elementi non appartenenti all’orbita.

I due cicli sono disgiunti e il loro prodotto commutativi ci restituisce :


Sia gruppo in notazione moltiplicativa e , introduciamo una relazione su :

Lemma: ~ è di equivalenza

Dimostrazione

  • Riflessività
  • Simmetria
  • Transitività

Supponiamo ~ e ~ allora . Se appartengono al sottogruppo allora ne fa parte anche il loro prodotto e quindi:

Domanda

È possibile costruire su un’operazione binaria in modo tale che acquisisca una struttura di gruppo? Talvolta si, talvolta no, quali sono le condizioni?

Vorremmo che questa identità fosse valida per la nuova operazione:

Dove indica la nuova operazione mentre la vecchia operazione di .

Supponiamo:

Ci serve che ovvero che ma notiamo che:

E questo suggerisce una definizione.

Definizione Sottogruppo Normale

è un sottogruppo normale di se e si scrive

Condizioni Equivalenti

  1. e ,

Ci basta mostrare che

Osservazione

Se abeliano e allora , tutti i sottogruppi di un gruppo abeliano sono normali.

Inoltre dato qualsiasi ho infatti ; e anche infatti e .

Tornando all’operazione di prima:

Quindi e in questo caso possiamo definire su ~ l’operazione

Teorema

Dati e ~ di equivalenza, allora l’operazione su ~ definisce una struttura di gruppo su ~.

Si scrive ~ gruppo quoziente di G per H, l’elemento neutro è

Lemma

L’applicazione:

È un omomorfismo di gruppi suriettivo.

Dimostrazione

La suriettività di è chiara, perché ogni classe contiene un rappresentante inoltre:

Osserviamo inoltre

Infatti

Gli elementi di (sottoinsieme di G) sono le classi laterali di H

Lemma

Data omomorfismo di gruppi allora inoltre se allora

Dimostrazione

Se tale che () mostriamo che .

Allora si ha :

Se poniamo , mostriamo che . Ma se soddisfa:


/ff

Prendeteli da Aglaia